Insegnante dei corsi Reiki e Meditazione
Francesca Garuffio
IL REIKI
COS'E' IL REIKI
Il reiki è una pratica giapponese riscoperta da Mikao Usui che, con il tocco delle mani, è in grado di riequilibrare le energie della persona che lo riceve, infondendo benessere.
Il reiki, che ha le sue radici nel buddismo tibetano, è dunque un antico e semplice metodo di cura, tramite il passaggio di energia dalle mani.
Mikao Usui, il monaco cristiano giapponese che lo riscoprì tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, lo chiamò “arte per la guarigione”.
Reiki, letteramente “rei” universale, e “ki”, energia, chiamata anche “chi” dai cinesi, “prana” dagli indiani e nella cultura occidentale concepita come “orgone” da Wilhelm Reich, significa energia universale, che è quella a cui si attinge per effettuare un trattamento.
COME E PERCHE' FUNZIONA
In una persona sana e armonica questa forza vitale scorre liberamente, ma in seguito a fattori esterni o interni, può andare incontro a blocchi o vuoti. A lungo andare, il perdurare di questo squilibrio energetico, può indurre delle somatizzazioni e trasformarsi in tensioni fisiche, contratture, spasmi, dolori, disfunzioni di organi, malattie.
Il Reiki è dunque una modalità di riequilibrio dell’energia vitale, attraverso l’apposizione delle mani sul campo energetico della persona trattata, e spesso, questo ribilanciamento porta a una guarigione anche fisica, ecco perché questa tecnica è definita un metodo di cura, di guarigione naturale.
Alla luce poi dell’intuizione di Einstein che la materia è energia, e che come tale possiede un campo magnetico in costante interazione con l’ambiente circostante, e che detto campo è dunque alterabile se si utilizza una fonte energetica risonante nel campo stesso, in modo consapevole e direzionale, questo può spiegare il funzionamento del reiki.
GLI EFFETTI POSITIVI - BENEFICI
Gli effetti del Reiki sono potenti e sperimentabili già durante il corso, ed agiscono sia a livello fisico che a livello emotivo/spirituale.
Nei disequilibri acuti e recenti può essere molto efficace e veloce (traumi, distorsioni, ustioni, punture d’insetti…). Per malattie più gravi o croniche occorrono invece una maggiore quantità e una costanza nelle applicazioni, proporzionale alla gravità della malattia. Tenendo presente che non sempre e non tutte le malattie possono regredire con il Reiki, ma la qualità della vita del malato ne trarrà beneficio in ogni caso, in quanto il reiki porta una grande pace interiore, un profondo senso di calma e tranquillità.
Su questa pagina https://ilreiki.it/studi-sul-reiki/ ,costantemente aggiornata, si possono trovare diversi link per poter consultare i risultati di numerose ricerche scientifiche che riconoscono gli effetti benefici del Reiki.
Ma quali sono dunque i benefici del Reiki?
• Rilassamento profondo
• Miglioramento della qualità del sonno
• Riduzione del dolore fisico, rigidità, tensioni
• Diminuzione dello stress e del suo impatto fisico, emozionale e mentale
• Pulizia energetica e graduale miglioramento di problemi cronici
• Prevenzione dello sviluppo di malattie
• Disintossicazione
• Maggiore concentrazione e chiarezza mentale
• E molto altro.
Nota: In quanto forma di medicina complementare alternativa,
non può rimpiazzare un trattamento medico convenzionale ma può integrarlo,
potenziandone l’efficacia o contrastandone gli effetti collaterali.
Vi sono, in tale direzione, evidenze scientifiche -dimostrate
in numerosi studi, anche italiani-, in cui il Reiki viene utilizzato in
pazienti oncologici, riducendone la sintomatologia dolorosa, l’ansie e gli
effetti collaterali dei chemioterapici, e sono ormai molti gli ospedali -anche
in Italia- che hanno documentato gli effetti benefici del Reiki in pazienti
oncologici e pediatrici, nelle cure palliative e nella terapia intensiva.
Per citarne alcuni italiani: San Carlo Borromeo – Milano – Le Molinette – Torino – Cardinal Massaia – Asti – San Raffaele Giglio – Cefalù – Fondazione Pascale – Napoli
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REIKI - A chi si rivolge?
Tutti possono imparare il Reiki e non servono doti e/o esperiense particolari, né titoli di studio specifici.
Infatti, così come abbiamo tutti un sistema venoso per far scorrere il sangue, allo stesso modo abbiamo tutti un identico sistema energetico attraverso il quale scorre l’energia.
Si è dunque tutti ugualmente “predisposti” a praticare il Reiki, ciò che manca è solo l’attivazione e “il libretto delle istruzioni” per poter attingere in modo illimitato all’energia universale e direzionarla nel modo corretto.
Apprendere così il reiki è veloce e alla portata di tutti: la tecnica infatti è molto semplice (si usano le mani aperte e distese, appoggiandole semplicemente sul corpo) e la parte teorica è limitata.
Una volta poi ricevuta l’attivazione e imparata la parte pratica, il Reiki può essere fatto a sé stessi -attraverso un autotrattamento-, ad altre persone, ma anche agli animali e alle piante, per esempio.
L’autotrattamento, tra l’altro, è un modo semplice per ricaricarsi di energia e/o per canalizzarla a se stessi in caso di necessità.
REIKI - Quanto tempo serve per apprenderlo?
Per poter fare trattamenti Reiki, essere attivati alla sua
energia, serve davvero poco tempo, anche se può sembrare strano e far torcere
il naso sul fatto che poi possa funzionare.
Invece è proprio così.
Semplicemente perché il Reiki è veramente facile da apprendere: una volta
compresa la parte teorica, e appresa la tecnica che è estremamente intuitiva,
non resta che ‘praticare’.
Perché è facile?
Perché le mani si usano in un modo molto naturale, non c’è
un “tocco” particolare da imparare (come nello shiatsu o in altre tecniche di
massaggio per esempio), e nemmeno una teoria complessa retrostante (tipo
medicina cinese, o simili). La parte fondamentale del corso è quella in cui
l’insegnante, sempre attraverso un’apposita tecnica Reiki, “sblocca” il fluire
dell’energia della persona.
Per imparare a utilizzare il Reiki è dunque necessario frequentare soltanto un seminario che solitamente si svolte durante un fine settimana.
Alla fine del quale viene rilasciato un attestato di frequenza.
I livelli di reiki
L’apprendimento del reiki, secondo il metodo Mikao Usui nella sua diffusione in Occidente, si sviluppa in tre livelli, più uno (livello Master).
Sono tre livelli distinti, nel senso che, seppur collegati e consequienziali tra loro (non si può fare il secondo senza esser passati dal primo), ognuno è come ‘a sé stante’, completo per quel livello. Ovvero, dopo aver fatto il primo livello, non è necessario proseguire al secondo livello per poter praticare il Reiki, così come il secondo non obbliga ad arrivare al terzo livello per essere ‘più competenti’.
Il Reiki è più un percorso personale -considerato che ogni livello va ad attivare qualcosa di differente, anche a livello individuale ed interiore-, che un percorso vincolante, in quanto per poterlo praticare è davvero sufficiente il primo livello, sarà poi la pratica a fare la differenza, perché si affina la sensibilità.
Il primo livello: il corpo
La tecnica del primo livello, permette già di utilizzare il
reiki a scopo curativo, su se stessi e sugli altri, attraverso l’utilizzo delle
mani sul corpo. Il beneficio più immediato che è possibile ottenere con il
trattamento è la riduzione del dolore, il rilassamento, un senso di pace e
calma profondi.
Secondo livello: la mente
Nel secondo livello si imparano ad usare i simboli Reiki, e
attraverso questi ad utilizzare il Reiki in nuove forme e modalità. La mente
gioca un ruolo importante in quanto serve più focus e concentrazione per fare i
trattamenti, e perché è anche sulla mente che questo livello può andare ad
agire.
Al secondo livello si accede solo dopo aver frequentato un
corso di primo livello e, soprattutto, dopo aver consolidato la pratica su si
sé e sugli altri, e aver interiorizzato gli insegnamenti appresi.
Il secondo livello è una ‘chiamata’, un desiderio a proseguire nel cammino del
Reiki.
Anche questo livello prevede un seminario che si svolge in
un fine settimana.
Terzo livello: l’anima
Il corpo, a questo punto, ha beneficiato degli effetti
dell’energia, la mente si è quietata di fronte ai dubbi e alle perplessità
sull’efficacia e la semplicità delle applicazioni del reiki, ora è l’anima a
chiamare.
Il terzo livello è più legato a un sentire personale, a un
desiderio del cuore, di continuare ad approfondire l’energia del Reiki che, in
questo livello, va a toccare direttamente la parte spirituale dell’Essere.
Livello Master
A seguire, dopo il terzo livello, o a volte insieme – a seconda dei casi e
dell’insegnante – c’è il livello Master, ovvero quel livello, quel corso che
fornisce gli strumenti adatti a condurre corsi e seminari reiki e trasmettere a
propria volta il Reiki.
Quello del Master Reiki e un corso che ha una frequenza
diversa per ogni insegnante, che ne decide autonomamente la durata, e che in
passato poteva durare anche alcuni anni.
Ma, soprattutto, per accedere a questo livello, serve aver
fatto un lavoro personale approfondito, serve una spinta interiore forte, di
dedizione e servizio agli altri, nonché serve aver sviluppato caratteristiche
personali e valori ‘alti’, necessari a diventare un buon Master a propria
volta.
E’ principalmente una chiamata d’amore.
Chi siamo:
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