ENTRA NEL MONDO DELLO YOGA!
LO YOGA E' PER TUTTI!
PARTECIPA AI NOSTRI CORSI, INIZIA IL TUO VIAGGIO
SE VUOI AUMENTARE FORZA, FLESSIBILITA' E CALMARE LA MENTE.
I NOSTRI CORSI SI TENGONO PRESSO LA PALESTRA DELLA SCUOLA ELEMENTARE DI CISANO
INSEGNANTE STEFANO LOCATELLI
LUNEDI DALLE ORE 20.00
ALLE ORE 21.30
GIOVEDI DALLE ORE 19.00
ALLE ORE 21.30
CHE COS'E' LO YOGA
Lo Yoga è una disciplina millenaria, le cui origini risalgono alla filosofia dell’India dei Veda, tra le opere letterarie più antiche della storia del mondo.
Veda è una parola sanscrita che indica la sapienza, nella doppia concezione di sapere sacro e sapere pratico, le due cose inscindibili nel pensiero indiano: se faccio, capisco; se ho esperienza, conosco; la comprensione profonda del mondo passa attraverso la coscienza radicale della mia mente e del mio corpo che sono interconnessi e, dunque, si influenzano a vicenda.
Yoga è un termine costruito sulla radice sanscrita yuj che vuol dire aggiogare, tenere insieme, unire ma anche essere connesso, tenere in contatto, combinare più cose sino a renderle una. Lo Yoga ha il fine di concertare le voci dissonanti del corpo e della mente, rendendo armonica ogni divergenza attraverso un’educazione dolce all’ascolto profondo di sé. Ciò vuol dire allenarsi a tirare fuori la potenzialità positiva della mente, mettendola in condizione di fare il miglior lavoro possibile per raggiungere il benessere psicofisico, utilizzando gli strumenti che ha a disposizione nelle circostanze che esistono qui e ora.
Lo Yoga è, infatti, una disciplina che investe il corpo e la mente in senso pratico, al fine di rendere la mente duttile attraverso l’addestramento fisico, e viceversa.
La pratica dello yoga è caratterizzata da una serie di tecniche corporee statiche e dinamiche: posture fisse, movimenti, stiramenti, equilibrio, respirazione, meditazione. Essa permette di conseguire efficaci benefici a livello fisico sciogliendo le tensioni, tonificando la muscolatura, curando la salute delle articolazioni e degli organi interni, migliorando la circolazione, la postura, la capacità polmonare e rafforzando il sistema immunitario. Inoltre, con l’assiduità e la costanza della pratica regolare, lo Yoga estende i suoi benefici oltre il corpo fisico: permette di concentrare la mente e di rilassarla, riducendo notevolmente lo stress, e aumenta la capacità di percepire intimamente, con attenzione, cura e finezza se stessi. Con lo Yoga possiamo coltivare la disciplina e la forza così come il rilassamento e l’equanimità.
Origini e sviluppo dello Yoga
È interessante sapere che lo Yoga non nasce come una disciplina che cura il corpo e rilassa la mente: La gnosi dello Yoga era conseguita a caro prezzo, ce lo insegna il più datato manuale di Yoga di cui siamo in possesso: gli Yoga-Sutra di Patanjali, databili attorno al 200 a.C.
La pratica dello Yoga era, infatti, riservata a un numero esiguo di persone selezionate da un maestro, il guru, sulla base di severi criteri elettivi. Il discepolo era costretto a vivere accanto al maestro per un anno e susseguentemente poteva incominciare il passaggio di quel sapere sottile che l’India definiva “yogico”. Per servire il maestro, l’allievo doveva allontanarsi dalla famiglia e dal contesto sociale per dedicarsi completamente a servire il guru. Ciò implicava il vivere lo Yoga nella vita stessa attraverso un atto di volontà che manifestava l’intenzione di cambiare, di diventare un conoscitore della verità.
Il cammino verso una coscienza superiore comportava la pratica di posizioni fisiche (asana), respirazioni (pranayama), meditazioni, comportamenti etici che includevano il rispetto per ogni forma di vita e un’alimentazione sana e rispettosa della natura. Il benessere fisico era un semplice effetto collaterale, la mera conseguenza di trattare il corpo come un dono sacro.
Malgrado lo Yoga sia una disciplina molto antica, è sopravvissuto fino ai nostri giorni grazie al suo valore, alla sua adattabilità a vari ambiti e ai cambiamenti indotti dal passare del tempo. Giunto in Europa e negli Stati Uniti all’inizio del 1900 con l’arrivo dei grandi maestri indiani, ebbe un rapido sviluppo dopo le due Guerre, sebbene gli occidentali si fossero già dimostrati più interessati agli aspetti pratici della disciplina che a quelli ideali e filosofici. Così, si è ricorsi allo Yoga per curare le patologie più diverse, rendendolo di fatto praticato in tutto il pianeta e generando una filiazione da cui si sono perfezionati, tra gli altri, la ginnastica dolce, lo stretching e il Pilates.
Non a caso, uno degli aspetti intrinseci e più interessanti dello Yoga è che esso stesso si è sviluppato sin dal principio in forme diverse o branche, che incontrano facilmente le esigenze di chiunque.
Utilizzo dello Yoga in terapia
Benché il suo scopo originario non sia il miglioramento dello stato di salute ma la realizzazione spirituale, il benessere fisico che deriva dalla pratica dello Yoga non è secondario, al punto che il suo valore terapeutico oggi è riconosciuto e attestato.
Lo Yoga può essere praticato da tutti senza difficoltà: un elemento essenziale nello Yoga è proprio l’efficacia della visualizzazione dettagliata delle posizioni che il corpo non riesce a eseguire. Fissare la mente su una cosa aumenta notevolmente le probabilità che essa accada.
In Occidente spesso pensiamo che lo Yoga sia la sola corrispondenza con le posizioni fisiche statiche, eppure gli asana sono solo una delle molteplici parti che formano il cammino dello Yoga Classico di cui Patanjali è promotore, certamente influenzato dalla più antica tradizione epica indiana (Falk, 1986; Feuerstein 2009).
Lo Yoga promuove il benessere generale dei praticanti, che si dedicano a esso con amore, accuratezza e tenacia. Di certo, lo Yoga è una medicina lenta: il cambiamento avviene un poco alla volta, essendo concepito come un percorso per gradi sin dall’origine. Attraverso una pratica costante e fatta con perseveranza, la trasformazione psicofisica sboccia, costellata da piccole ma infinite realizzazioni quotidiane: si respira meglio, il corpo è più armonico e sostiene meglio la fatica, la mente beneficia di un profondo rilassamento muscolare e psicologico. Sulla sponda di un torrente, seduti per il tempo necessario, si può osservare l’acqua che leviga le rocce. Allo stesso modo, con pazienza e per il tempo che ci occorre e modulando lo Yoga nello sforzo possibile per ciascuno di noi, la disciplina cambia la vita esteriore e interiore, levigandone le asprezze come l’acqua sulla pietra.
LE PRINCIPALI POSIZIONI DI YOGA (ASANA)
Adho Mukha Svanasana: il cane a testa in giù
Il cane a testa in giù è una delle posizioni più conosciute e complete.
Tra i suoi benefici ci sono l’apertura delle spalle, l’allungamento di schiena, gambe e braccia.
Se sei all’inizio puoi piegare le ginocchia e usare due mattoncini sotto le mani per aiutarti nella spinta.
Baddha Trikonasana, la posizione yoga dell’angolo laterale ruotato
Trikonasana significa “triangolo”, perché in questa posizione le gambe formano un triangolo con il pavimento. Ne esistono più varianti, come Utthita Trikonasana e la sua posizione contraria Parivrtta Trikonasana.
Adho Mukha Virasana, i benefici della posizione yoga del bambino
In sanscrito, “Adho” significa “giù”. Qui il corpo si muove verso il basso tenendo presente il flusso di energia o prana che fa parte della pratica yoga. Il flusso discendente del prana dalla base della colonna vertebrale verso la sommità della testa è ciò che si riferisce ad “Adho”.
Bhadrasana: i benefici della posizione yoga del trono
BADRASANA è una posizione yoga che ci connette direttamente con le energie telluriche e aumenta la nostra vitalità.La posizione del trono migliora la flessibilità delle anche, aiuta il bacino ad aprirsi per la gravidanza e per il parto, rinforza il pavimento pelvico.
Uttanasana: la posizione delle mani sotto i piedi
Il piegamento in avanti in piedi è conosciuto come Uttanasana, dal sanscrito “ut”, che significa “intenso”, “tan”, che significa “allungamento”, e “āsana” che, come sappiamo, significa “posizione”. Letteralmente è quindi tradotto come “posizione di intenso allungamento”.
Urdhva Mukha Svanasana: il cane a testa in su
Urdhva Mukha Svanasana è una posizione che ti porta ad aprire il cuore e allungare la colonna migliorando la postura.
Da evitare se soffri di mal di schiena (gravi lesioni alle vertebre) o sei in gravidanza.
Salamba Sarvangasana: la candela
Nella candela, bacino e gambe sono sollevati e allineati, mentre il peso è distribuito sulle spalle.
Halasana: l’aratro
Spesso praticata dopo la candela, Halasana aiuta ad alleviare i dolori della bassa schiena e favorisce il sonno. L’aratro è anche il simbolo della trasformazione, che muove la terra affinché questa diventi fertile e dia vita a nuovi frutti. Ed è proprio questa la posizione che andremo ad assumere: la forma di un aratro che rivolta la terra rendendola fruttuosa.
Sirsasana: la verticale sulla testa
Sirsasana è di livello intermedio/avanzato e richiede una muscolatura del core molto forte.
Per comodità puoi mettere mettere uno spessore sotto la testa, come un tappetino arrotolato su se stesso.
Bhujangasana: il cobra
Bhujangasana è una parola sanscrita formata a sua volta da due parole: Bhujanga che significa serpente Asana, che come sappiamo significa posizione. Bhujangasana apre le spalle e il cuore, migliorando la flessibilità. Da non confondere con Urdhva Mukha Svanasana: qui i gomiti sono piegati.
Paschimottanasana: il piegamento i
Come dice già il nome, Paschimottanasana allunga tutta la parte posteriore della schiena e delle gambe, favorendo uno stato di calma interiore.
Se sei agli inizi puoi aiutarti con una cinghia da yoga da far passare dietro le piante dei piedi.
Tadasana: la montagna
Tadasana è in assoluto una delle mie Asane preferite, forse perché io stessa amo la montagna, forse perché questa posizione mi fa sentire veramente radicata e connessa alla terra. I benefici : ti senti forte, stabile, centrato, proprio come una montagna.
per contattarci
cieloeterra@gmail.com
333.6073448
ci trovi qui:
sede: Cisano Bergamasco, Via Manzoni 5
Corsi: Via Don Minzoni Cisano bergamasco